Farcisentire | La tre giorni di musica del festival che non si arrende

Facciamo un giro sulla circumvesuviana / mentre il vulcano sputa questa luna piena cantano gli Zen Circus ne Il fuoco in una stanza, uscito questa primavera come secondo singolo del disco omonimo.

La circumvesuviana, per chi non lo sapesse, è una linea ferroviaria la cui prima tratta risale al 1884 e che nella sua forma attuale fa collegamento fra la città di Napoli e l’area che giace alle pendici del Vesuvio fino alla penisola sorrentina. Proprio nel piazzale di una delle sue stazioni, quella di Scisciano (a meno di mezzora di auto dal centro di Napoli) si svolge il Farcisentire Festival, giunto alla sua tredicesima edizione e che negli anni ha ospitato, tra gli altri, Amor Fou e A Toys Orchestra, Perturbazione e Calibro 35, One Dimensional Man e Il Teatro degli Orrori, e ancora Zu, Giorgio Canali, Giardini di Mirò, Massimo Volume e Marta sui Tubi, Motta e Iosonouncane, Fast Animals and Slow Kids e appunto gli Zen Circus che lo scorso anno si sono lasciati ispirare dal treno bianco e rosso che osserva tutti dall’alto del suo cavalcavia e da una luna piena che faceva capolino dietro la sagoma nera – temibile eppur familiare [continua]

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#farcisentirefestival

 

STORIE DA FARCISENTIRE

Correva l’anno 2005 e con la nostra Associazione ci accingevamo ad organizzare la terza edizione del Farcisentire Festival. Un bel giorno mi ritrovai tra le mani un pacco postale proveniente da Milano (all’epoca non era possibile utilizzare la mail per la raccolta demo) fatto recapitare presso la nostra sede. Mittente: Federico Dragogna. Subito lo aprii ed incuriosito inserii il cd nel lettore per ascoltarne il contenuto. Restai immediatamente folgorato da quanto poterono udire le mie orecchie: un sound innovativo, denso, totale corredato da una voce che mi ricordava i più grandi frontman delle migliori band della scena grunge di Seattle (Vedder, Cornell, Staley, Cobain, etc.). Osservai la custodia del cd e sulla copertina v’era impressa l’immagine di un orologio da campanile recante una scritta: “Ministro del Tempo“. Fu amore al primo ascolto. Ovviamente non esitai nel selezionarli.

Il giorno del concerto si presentarono al cospetto dei miei occhi tre ragazzi allora poco più che maggiorenni. Dissero di chiamarsi Federico, Davide e Michele e che insieme formavano la band “Ministro del Tempo”.
Dopo il benvenuto di rito, sapendo che giungevano da lontanissimo,
chiesi loro:” Ragazzi com’è andato il viaggio?”
-“Bene!”- rispose Federico -“Abbiamo percorso in auto quasi 800 kilometri senza mai sostare…ma subito dopo il live ripartiamo…perchè Michele domani deve lavorare!”- aggiunse Davide mentre lo stesso Michele, il più timido dei tre, se ne stava più in disparte dichiarando le sue origini napoletane.
Risposi accennando un sorriso ma pensai a quanto fosse granitica la motivazione di quei ragazzi e a quanta fame avessero di esprimere tutto ciò che avevano dentro attraverso le loro canzoni: MUSICA COME NECESSITA’.
Ed infatti sfogarono tutto sul palco.
Il loro live fu una colata piroclastica degna del vulcano sotto il quale si esibirono: furono VESUVIANI.
Ebbene si, quel tempo di cui si proclamavano “Ministri” ci ha dato ed ha dato loro ragione perchè oggi essi rappresentano una delle band di riferimento del panorama musicale indipendente italiano: “I Ministri”.  (ECCO LE LORO DICHIARAZIONI)
Onorati di avervi ospitato sul palco del Farcisentire Festival.

 

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