Il Farcisentire nei testi degli ZEN!

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Voci di un precariato transgenerazionale, i nuovi/vecchi Zen Circus mostrano le «Catene» a cui sono/siamo legati sin dalla foto di copertina: «Una ragazza si guarda allo specchio e ci vede dentro il peso della famiglia, il padre che le mette una mano addosso, lei che sembra volerlo fermare con un mano, una madre e una nonna imperturbabile, ritratti che la guardano alle pareti». «Anche il mare aperto oggi sembra una prigione», dice il testo, e non va meglio in «La stagione», dove «i ragazzi hanno armadi vuoti e scheletri seduti sul davanzale», in «Il mondo che io vorrei» (in cui «la democrazia è stata abolita»), «Sono umano» («vieni a ballare all’obitorio»), per non dire della title track: «Facciamo un giro sulla Circumvesuviana/ mentre il vulcano sputa questa luna piena». E mo che c’appizza la Circum, presenza inedita davvero in un’immagine romantica? «I nostri amici napoletani ce l’hanno fatto notare, ma ci capitò di suonare d’estate a un festival davanti a una stazione sotto il Vesuvio e… ci è rimasta dentro questa sensazione».

VIDEO:https://video.ilmattino.it/zen_circus-3596580.html

FONTE: https://www.ilmattino.it/spettacoli/musica/zen_circus_il_fuoco_in_una_stanza_e_in_circumvesuviana-3594809.html

INTERVISTA a cura di: Federico Vacalebre

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